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Sociologia

Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale

Classe di laurea: L40 - Sociologia
Posti disponibili (a.a. 2024/25): 200 (accesso con test di ammissione)
Durata e lingua del corso: 3 anni, in lingua italiana
Sede: Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, Trento (TN)

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Scegliere Sociologia significa studiare la società nel suo complesso, riconoscere i soggetti che la compongono, analizzare le relazioni che si sviluppano al suo interno oltre che i meccanismi alla base dell’organizzazione e della trasformazione sociale. Per fare questo, la preparazione fornita è multidisciplinare e comprende la sociologia, la scienza politica, il diritto, la storia, l’economia, l’antropologia e la psicologia. Inoltre, vengono sviluppate competenze metodologiche indispensabili per raccogliere, analizzare ed elaborare dati quantitativi e qualitativi.
A partire dall'a.a. 2023/2024, al terzo anno è possibile scegliere tra quattro diversi percorsi di studio:

  • Società civile, ambiente e sostenibilità
  • Ricerca e analisi sulla società
  • Progettazione e innovazione sociale
  • Cultura, media e comunicazione

che, attraverso piani degli studi in parte differenziati, offrono agli studenti la possibilità di orientare i propri interessi verso alcuni tra i principali ambiti di impiego dei laureati in sociologia. 

 

I nostri studenti

intervista a Luisa, iscritta iscritta al terzo anno di Sociologia e sta per concludere il suo percorso. Luisa è originaria di Sorrento, vicino Napoli, ma è arrivata in Trentino già durante gli anni delle superiori

Intervista a LuisaCiao Luisa, che scuola superiore hai frequentato e come mai hai scelto questo corso di laurea?
Ho frequentato il liceo delle scienze umane. Già lì ero orientata verso un ambito di studi umanistico, ma non avevo le idee chiarissime. Un giorno in biblioteca guardando tra gli scaffali ho trovato un manuale di sociologia della devianza, ho iniziato a leggerlo per curiosità e da lì mi sono sempre più appassionata alla disciplina sociologica.

Quale corso ti ha appassionata maggiormente tra quelli che hai seguito finora? Perchè?
Tra tutti il corso che mi ha coinvolto maggiormente è stato quello di Sociologia economica e del mercato del lavoro. Seguendolo ho iniziato ad osservare le strutture e le dinamiche dello stato sociale e delle politiche pubbliche. Ho trovato molto interessante vedere come si sono strutturati nel tempo i sistemi di welfare, l’influenza di essi sulla vita dei cittadini, e soprattutto le possibili proposte ai problemi sociali attuali.

Il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale offre molti seminari di credito. Vi hai mai partecipato? Come complementano i tradizionali insegnamenti?
Ho partecipato a moltissimi seminari. Nel complesso mi hanno aiutato ad allargare la mia comprensione su disparati argomenti come corruzione, comunicazione, o economia ecologica. Affrontano le tematiche trasversalmente rispetto a quanto apprendiamo nei corsi e, secondo me, sono molto utili per avere un approccio multidisciplinare, o anche colmare lacune su alcuni aspetti della realtà.

A chi consiglieresti questo corso?
Consiglierei questo corso a chiunque sia interessato ad osservare come le relazioni tra gli elementi della società, dalle più piccole dinamiche individuali in rapporto ad organizzazioni e norme, alle dimensioni macro che coinvolgono Stati, organizzazioni e comunità internazionali. Oltre che all’osservazione delle dinamiche, c’è anche la critica alle problematiche. In fondo, studiamo sempre una società imperfetta. Con lo studio, si passa alla pratica costruendo analisi e soluzioni ai dilemmi sociali attuali.

C'è qualcosa di specifico che vorresti raccontare del tuo corso o del tuo percorso universitario?
All’inizio del percorso, un po’ come tutti, ero in dubbio su se fosse davvero questa la mia strada tra tutte le scelte che avevo dinanzi a me. Nel corso di questi tre anni ci sono stati spesso ripensamenti, ma in qualche modo ho sempre trovato una motivazione per continuare ciò che avevo iniziato. E posso dire che è stata la cosa migliore. Studiare sociologia per me è stato davvero illuminante, e ne sono uscita cambiata per molti aspetti. Mi ha offerto una finestra sul mondo unica per comprenderlo e poterlo, nel mio piccolo, effettivamente migliorare.

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Intervista a Cristina Mazzero, iscritta al corso di laurea in Sociologia all’Università di Trento. Viene da Nervesa della Battaglia in provincia di Treviso.Cristina Mazzero

A chi consiglieresti il tuo percorso di studi?
Credo che Sociologia sia il corso adatto a ragazze e ragazzi attenti al mondo che li circonda e sensibili ai cambiamenti che la nostra società vive continuamente. Penso infatti che studiare questa disciplina significhi cercare di capire i fenomeni sociali senza accontentarsi di fermarsi in superficie, ma andando a fondo, approfondendo, con la consapevolezza che la complessità della realtà sociale può essere un limite ma allo stesso tempo una grande sfida.

Quali materie si affrontano?
Questo corso ha due grandi anime: da una parte la teoria sociologica, che tratta i concetti fondamentali della disciplina, e dall’altra l’analisi empirica, che mira a fornire le basi metodologiche per condurre poi delle ricerche e per analizzare i dati raccolti. Accanto a queste conoscenze specifiche, il piano di studi prevede anche corsi di storia, psicologia sociale, diritto, economia e antropologia: lo scopo è quello di fornirci le conoscenze essenziali delle altre scienze sociali, in modo da avere una visione più completa della realtà.

In quale ambito professionale ti piacerebbe lavorare?
Non ho ancora le idee chiare, ma mi interessa molto lo studio delle disuguaglianze sociali. Mi piacerebbe continuare la mia carriera universitaria in questo ambito, e magari un giorno lavorare nell’ambito della progettazione e valutazione delle politiche sociali.
 
Come giudichi il rapporto con i docenti?
Il corso di Sociologia prevede circa 150 studenti all’anno, e per questo motivo il rapporto è molto favorevole: ciò permette infatti ai docenti di essere disponibili per chiarimenti e di avere colloqui individuali con gli studenti per venire incontro ad esigenze più specifiche. Non mancano inoltre le occasioni per fermarsi con i professori alla fine delle lezioni o anche di ottenere da loro risposte via email in tempi rapidi.

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Francesca FioreIntervista a Francesca Fiore, laureata in Sociologia all’Università di Trento, dove continua gli studi con il corso di laurea magistrale in Gestione delle organizzazioni e del territorio. Attiva nella vita universitaria, è stata rappresentante degli studenti e attualmente svolge attività di tutoraggio per gli studenti più giovani. Proviene da Faenza.

Francesca, perché dopo la maturità hai scelto l’area delle Scienze sociali a Trento?
Volevo fare un’esperienza di studio fuori sede. Bologna sarebbe stata per me la scelta più comoda, ma non aveva corsi che prevedessero tanti metodi quantitativi come a Trento. La città, inoltre, mi è piaciuta subito e non ho trovato in nessun altro Ateneo strutture e servizi dello stesso livello.

Cosa pensi del tuo percorso di studi e della formazione ottenuta?
Sono entusiasta della formazione offertami dal Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale, tant’è che dopo aver conseguito il titolo triennale, ho deciso di proseguire qui anche con il percorso magistrale. Credo che la dimensione medio-piccola dell’ateneo si trasformi anche in sinonimo di qualità, in quanto consente di essere maggiormente seguiti e un rapporto più diretto con tutti i docenti.

È importante la formazione in tempi di crisi? Cosa consigli ai ragazzi che devono fare ora la loro scelta?
Ritengo che la formazione abbia sempre importanza fondamentale nel percorso individuale di una persona, in qualsiasi periodo storico. Consiglierei a tutti i ragazzi e le ragazze in uscita dalle superiori di proseguire gli studi in materie che realmente interessano e appassionano, senza scegliere esclusivamente in base a quali abbiano più sbocchi lavorativi un domani. Aggiungerei però di non fermarsi a quanto letto sui libri, ma di cercare subito applicazioni pratiche e concrete delle teorie studiate al fine di poter modellare il proprio piano di studi anche in base alle esperienze fatte e alle competenze acquisite sul campo.