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Finanza

Dipartimento di Economia e Management

La laurea magistrale in Finanza fornisce un insieme organico di conoscenze economiche, gestionali, quantitative e giuridiche riguardanti i mercati e gli intermediati finanziari e la finanza d’impresa per sviluppare abilità e conoscenze nella prospettiva della ricerca economica e dello svolgimento di attività professionali e manageriali di alto livello in ambito bancario, finanziario e consulenziale.

Il primo anno è incentrato su:

  • corsi fondativi di area economica (come micro e macroeconomia) ed aziendale (come l’analisi dei mercati e degli intermediari finanziari);
  • matematiche per la finanza (come decisioni economiche, matematica finanziaria) ed econometria.

Il secondo anno sviluppa:

  • competenze economiche nel campo monetario e finanziario
  • competenze aziendali nel campo degli strumenti di gestione del rischio e della finanza aziendale
  • competenze econometriche con le applicazioni specifiche per la finanza

 

I nostri studenti

Un corso per chi è interessato alla finanza e ama l'approccio analitico-quantitativo

Massimo Costan Zovi

intervista a Massimo Costan Zovi, neolaureato in Finanza presso l’Università di Trento. Massimo viene da Mel, in provincia di Belluno.

Massimo, a chi consiglieresti il tuo indirizzo di studi?

Anzitutto sono fermamente convinto che, per intraprendere e conseguire con profitto la laurea magistrale in Finanza, non sia necessario alcun requisito particolare oltre alla passione per certe materie e a una giusta dose di determinazione. Troppe volte ho sentito commenti ed osservazioni sulla complessità di questo corso di laurea con conseguente scoraggiamento di alcuni studenti, che talvolta non si sentono all’altezza. Ci tengo ad investire qualche riga per sfatare questo luogo comune che di certo non aiuta nella scelta. La difficoltà è un concetto soggettivo ed ogni persona è più o meno propensa a certi ambiti; gli studenti, alla fine del percorso triennale, dovrebbero già aver intuito quali siano i settori disciplinari che più li affascinano, stimolano e per i quali si sentono particolarmente portati. Questi sono i fattori chiave che dovrebbero guidarli in qualsiasi scelta. A chi consiglierei quindi questo percorso di studi? A persone che si sentono affascinate da materie afferenti al mondo della finanza, che amano l’approccio analitico-quantitativo e che vorrebbero inserirsi in determinati ambiti lavorativi. Ritengo però fondamentale che la scelta di un corso di laurea rispetto ad un altro sia guidata principalmente dalla passione verso determinate discipline, piuttosto che dal prematuro e non consapevole interesse verso specifiche posizioni lavorative. Solo seguendo ciò che li affascina di più gli studenti possono riuscire ad affrontare gli studi in maniera propositiva e consapevole.

Perché investire sulla formazione in tempi di crisi?

L’importanza d’investire sulla formazione esula da un determinato momento storico e dalla conseguente condizione economica. È indubbio che, al momento, la situazione per noi giovani non è delle più rosee; la nostra generazione sta affrontando delle difficoltà che in passato non erano particolarmente evidenti e tale peculiarità dovrebbe essere da stimolo per tutti noi ragazzi. Scegliere di investire risorse sulla formazione, oltre che essere utile per affrontare al meglio quanto detto, è rilevante per la nostra persona. Studiare significa diventare più consapevoli di quanto accade intorno a noi, significa riuscire ad operare scelte più razionali ed infine dovrebbe consentirci di rispondere al meglio alle nuove esigenze che la società d’oggi ci richiede.

Hai dei suggerimenti da dare agli studenti che fanno ora la loro scelta?

Un ulteriore suggerimento che mi sento di dare, in riferimento alla scelta del corso di studi, è quello di ascoltare sempre in maniera critica i consigli degli altri; non necessariamente l’esperienza ed il bagaglio di competenze di chi ci parla è confacente alla nostra persona. Gli studenti dovrebbero diffidare di pareri troppo discrezionali e tendenziosi e cercare invece di cogliere le informazioni in maniera quanto più oggettiva possibile.

Sono inoltre estremamente convinto che l’esperienza universitaria vada oltre la mera attività didattica; non si tratta solamente di andare a lezione, tornare a casa e prepararsi in funzione dell’esame. Le possibilità di partecipare attivamente alla vita accademica sono estremamente variegate e, a mio avviso, vanno colte il più possibile. Personalmente ho svolto per molti anni diverse attività, che mi hanno visto diventare studente orientatore e tutor specialistico; da orientatore ho avuto la possibilità di aiutare gli studenti nella scelta del percorso accademico da iniziare, mentre come tutor li ho supportati nella comprensione di una materia specifica tenuta al primo anno della laurea triennale. Ma le attività che si possono intraprendere sono tantissime: si possono svolgere esperienze all’estero, si può far parte di un'associazione studentesca e magari scegliere anche di candidarsi come rappresentanti degli studenti. Il comune denominatore di tutte queste possibilità è l’intraprendenza. Qualora si sentissero volenterosi di mettersi in gioco e di provare nuove esperienze, gli studenti troveranno risposta nell’ambiente accademico che, oltre a stimolarli, darà loro davvero delle bellissime soddisfazioni. Un'ultima cosa: in bocca al lupo a tutti per il vostro futuro!