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Servizio sociale

Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale

Il corso di laurea in Servizio sociale permette agli studenti di comprendere e sperimentare i metodi, le tecniche e i principi necessari per svolgere la professione di assistente sociale. Il curriculum formativo offre insegnamenti eterogenei nel campo della sociologia, della psicologia e del diritto ed è articolato in modo tale da fornire gli strumenti per analizzare, comprendere e risolvere le situazioni di disagio all’interno delle comunità.

I nostri studenti

Silvia Scaramuzza

Intervista a Silvia Scaramuzza, iscritta al corso di laurea in Servizio Sociale dell'Università di Trento. Viene da Trento. 

Potresti descrivere cosa fa un assistente sociale?
Mi piace definire l'assistente sociale come un professionista della relazione e del cambiamento.
L'assistente sociale è colui che crea ponti e collegamenti fra persone e servizi, tra privati ed enti pubblici, lavorando con singoli, famiglie, territori e comunità.
Per fare solo alcuni esempi, l'assistente sociale è quella persona che cura l'ambito degli affidi e delle adozioni, che definisce insieme all'anziano in difficoltà un progetto di assistenza in base alle sue esigenze, che sostiene l'adulto nei percorsi di formazione e ricerca lavoro, che interviene con supporti assistenziali negli ambiti della disabilità e della malattia mentale, che cura progetti di integrazione per i richiedenti asilo.
In generale, l'assistente sociale interviene laddove c'è un bisogno, sia esso materiale o immateriale, dell'individuo o della comunità.

Quanto sono importanti i tirocini nel tuo percorso di studi?
Penso che i tirocini siano un punto di forza di questo corso di laurea, perchè preparano lo studente alla realtà che troverà quando entrerà nel mondo del lavoro.
I tre tirocini (uno per anno) permettono di entrare in contatto in maniera graduale con realtà organizzative diverse, di conoscere e lavorare con professionisti con una grande esperienza alle spalle, di mettere in pratica quanto fino a quel momento appreso sui libri.
Il tirocinio è un'occasione per mettersi in gioco come persona e come professionista, per stimolare l'intraprendenza e la capacità di lavorare in gruppo, per apprendere aspetti valoriali e pratici che solo l'esperienza diretta può dare.
All'esperienza individuale si affiancano momenti di rielaborazione in gruppo, che permettono di affrontare in maniera critica e approfondita quanto visto in tirocinio, per poter andare a fondo di ogni aspetto attraverso il confronto con compagni e tutor.

A chi consiglieresti questo percorso?
Questo corso di laurea coinvolge profondamente lo studente a livello personale. Penso che per poterlo affrontare al meglio sia necessario essere disponibili a mettere in gioco le proprie certezze, i propri valori e la propria personalità per aprirsi ad un percorso di crescita in cui l'aspetto personale e quello professionale risultano intrinsecamente legati.
Lo studio di discipline diverse tra loro (psicologia, sociologia, diritto, metodi...) permette di affrontare le tematiche attuali integrando diversi approcci, facilitando in questo modo la costruzione di una mentalità più flessibile e aperta alla complessità delle problematiche sociali.
La chiave per affrontare questo percorso e viverlo appieno penso sia solo una: essere pronti a mettersi in gioco nella relazione con l'altro, costruendo relazioni significative e lasciandosi coinvolgere dalle tematiche affrontate.

 

Mattea PietropoliIntervista a Mattea Pietropoli. Mattea è laureata in Servizio sociale ed è iscritta al corso di laurea magistrale in Metodologia, organizzazione e valutazione dei servizi sociali. Viene da Bardolino (VR).

Come hai maturato la scelta di iscriverti a Servizio sociale?
Pur non essendomi mai confrontata con materie attinenti le scienze sociali alle superiori e non avendo quindi alcuna conoscenza teorica di base in questo settore, ne sono sempre stata attirata, nutrendo una grande curiosità e interesse nel voler comprendere le cause e i meccanismi dei fenomeni sociali e umani. Per questo ho pensato valesse la pena approfondirne la conoscenza, iscrivendomi al corso di Servizio Sociale e in particolare a Trento.

Inoltre ho scelto di iscrivermi a questo corso perché da sempre sono interessata all’ambito sociale, al volontariato e ad attività partecipative all’interno della mia comunità territoriale; per questo, sin da subito, l’idea che il mio interesse e predisposizione ad aiutare gli altri potessero non rimanere nell’ambito della “spontaneità” e dell’“’intuito”, ma che divenissero più consapevoli e strutturati mi ha motivato e coinvolto, prospettandomi di fare di questi vari aspetti il mio futuro lavoro; dal momento che credo molto nella cultura dei diritti umani penso infatti che la professione di assistente sociale si avvicini molto ai miei interessi vitali.

Vedendo che il corso prevedeva un piano di studi multidisciplinare, che integra cioè materie specifiche di servizio sociale con altre di diversi ambiti (psicologia, antropologia, sociologia, diritto…), ho da subito pensato che potesse offrirmi più strumenti e chiavi di lettura per avvicinarmi alla comprensione della complessità della realtà e dei vari fenomeni sociali, fornendomi quindi quelle conoscenze e competenze necessarie per la professione di assistente sociale. Fortunatamente questa ipotesi è stata confermata nell’arco della triennale!

Com’è il rapporto tra studenti e docenti?
Per quanto ho potuto sperimentare il rapporto tra studenti e docenti è molto buono. Ho avuto l’occasione di incontrare professori competenti e disponibili alle eventuali richieste da parte degli studenti; essendoci per ogni anno un numero ristretto di studenti è molto facile, se non naturale, comunicare e confrontarsi con i docenti, sia durante le lezioni sia al di fuori, qualora siano necessari chiarimenti e/o suggerimenti.

Inoltre una nota positiva che ho riscontrato, soprattutto nella magistrale, è la volontà di numerosi docenti di cercare di rompere la frontalità durante le lezioni, incentivando il coinvolgimento degli studenti, proponendo loro, per esempio, di svolgere delle presentazioni in classe, a singoli o a gruppi, su alcuni aspetti e/o approfondimenti di argomenti affrontati.

Un’altra figura fondamentale per gli studenti di questo corso di laurea è il tutor, responsabile del progetto e del monitoraggio delle esperienze di tirocinio e stage previste nel piano di studi. Questa figura è essenziale per un buon andamento del tirocinio, dal momento che con la sua disponibilità e competenza professionale può aiutare e indirizzare lo studente a riflettere e valutare il proprio percorso, traendone le positività e affrontando al meglio le difficoltà che si potrebbero incontrare.   

Come è stato il tuo percorso universitario?
Il mio percorso universitario è stato ed è tuttora molto ricco. Durante la triennale mi sono molto appassionata a quanto concerne il lavoro sociale e a ciò che gli ruota attorno; mi ha permesso di sviluppare diversi e nuovi interessi come la ricerca nel servizio sociale, il rapporto tra i servizi sociali, socio-assistenziali, socio-sanitari pubblici e le realtà di terzo settore, le modalità di organizzazione e valutazione dei servizi. 

L’aspetto più positivo che mi ha trasmesso la triennale è l’aver potenziato in me l’interesse e l’entusiasmo di voler esercitare la professione di assistente sociale, in quanto credo sia un lavoro in cui si possa operare positivamente al miglioramento delle capacità e opportunità dei singoli e della comunità, arricchendo allo stesso tempo tutti i soggetti coinvolti (operatori compresi), dato che è basato sulla relazione umana. Questo interesse è stato alimentato in buona parte dalle esperienze svolte sul campo, quali i due tirocini, il primo in un Servizio Sociale Territoriale e il secondo in un Centro di Salute Mentale, e lo stage formativo svolto in Finlandia, tramite il programma Erasmus Placement, in un Centro Diurno per anziani. Da queste attività ho imparato veramente molto poiché mi hanno permesso di far miei i principi e i valori fondanti la professione, quali per esempio la dignità, la personalizzazione degli interventi e dei progetti, la promozione della globalità della persona, il rispetto, l’autodeterminazione, la libertà e l’umanità. Attraverso i corsi e altre attività proposte all’interno della triennale, quali per esempio i “laboratori di tirocinio”, è stato inoltre possibile sviluppare quella riflessività e quella criticità indispensabili nel lavoro sociale.

Complessivamente sei soddisfatta della preparazione che ti ha fornito questo percorso di studi, anche in previsione della tua futura carriera lavorativa?
Il mio percorso di studi è stato molto soddisfacente. Mi ha permesso di acquisire competenze provenienti da diverse discipline, di far miei i principi della professione, quali per esempio l’autodeterminazione e l’empowerment, di sviluppare riflessività sul lavoro sociale, in particolare sulla relazione di aiuto, che indubbiamente mi agevoleranno molto nella mia futura carriera professionale; sono consapevole però che tantissime competenze si potranno acquisire e affinare solo attraverso la reale esperienza lavorativa.