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Ingegneria Industriale

Dipartimento di Ingegneria Industriale

Il corso di laurea fornisce gli strumenti necessari per gestire i processi di sviluppo di nuovi prodotti industriali (materiali e macchine) e di nuove tecnologie. Durante il primo anno, vengono consolidate le conoscenze in ambito matematico, fisico, chimico, economico ed informatico.

A partire dal secondo anno si può scegliere tra un curriculum metodologico e uno professionalizzante.

Il curriculum metodologico approfondisce le conoscenze in matematica e fisica e nel campo dell’ingegneria meccanica e dei materiali ed è quindi l’ideale per chi intende poi proseguire gli studi con la laurea magistrale in Ingegneria meccatronica o in Ingegneria dei materiali. A partire dal secondo semestre del secondo anno, pertanto, c’è la possibilità di una nuova scelta tra un orientamento materiali e un orientamento meccatronica. Nel primo orientamento, i corsi caratterizzanti ricadono soprattutto negli ambiti della scienza dei materiali, degli impianti industriali e dei sistemi meccanici ed elettronici; nel secondo, i corsi caratterizzanti sono rivolti agli ambiti dei sistemi pneumatici ed oleodinamici, dei sistemi meccanici, elettrici ed elettronici, delle misure meccaniche e termiche. Il curriculum professionalizzante, invece, fornisce competenze di tipo pratico-operativo nel campo dell’ingegneria meccatronica e dei materiali, anche attraverso stage in impresa; è quindi consigliabile se non si intende proseguire gli studi con una laurea magistrale, ma si è più orientati ad accedere direttamente al mondo del lavoro.

I nostri studenti

Simone Murchio

intervista a Simone Murchio, iscritto al corso di laurea magistrale in Materials and production Engineering dell'Università di Trento. Viene da Genova.

Ci spieghi con un esempio in cosa consiste il lavoro di un ingegnere industriale?
Spiegare con un unico esempio il lavoro di un ingegnere industriale è difficile, perché una laurea in questo ambito apre ad una vastissima gamma di possibili professioni e specializzazioni.  Si può lavorare, ad esempio, nel settore biomedico, progettando protesi o valvole cardiache, o in quello dell’energia rinnovabile, quello automobilistico, quello aerospaziale o in campo elettronico. Insomma le possibilità lavorative sono innumerevoli e riguardano tutto ciò che ha a che fare con il settore industriale e tecnologico.

In quali settori ci si può specializzare? 
Il corso di Ingegneria industriale a Trento offre in particolare la possibilità di specializzarsi in due campi di studio differenti: quello dei materiali e quello della meccanica. Finito il primo ciclo di studi è possibile scegliere tra due corsi di laurea magistrale che in un certo senso sono la prosecuzione di quanto studiato nei tre anni precedenti: ovvero una laurea magistrale in Materials and Production Engineering e una in Mechatronics Engineering. All’interno di questi percorsi le specializzazioni sono innumerevoli quali, per darvi alcuni esempi, quelle nel campo biomedico, design del prodotto, meccanica o robotica. 

Ci sono opportunità di fare esperienze all’estero?
Le possibilità di fare esperienza all’estero sono numerose: dal più famoso Erasmus+ alla doppia laurea, fino alla ricerca tesi o ad un eventuale tirocinio post laurea. Le mete possibili coprono quasi tutta l’Europa: dalla Svezia alla Spagna, passando per città come Budapest, Madrid o Lisbona. Io, ad esempio, ho svolto un periodo di studio all’estero a Göteborg, durante la laurea magistrale: è stata una delle esperienze più belle che abbia mai fatto sia da un punto di vista didattico sia di crescita personale. Consiglio a tutti di provarci e buttarsi, non ve ne pentirete!

Perché hai scelto l’Università di Trento?
La scelta dell’Università di Trento è stata strettamente legata alla possibilità di seguire un corso di laurea ad ampio spettro, in cui potessi avere idea di cosa fosse interessante nel mondo industriale e di cosa potesse piacermi. Questa scelta è stata fatta con l’idea di non seguire, per il primo ciclo di studi, un percorso troppo selettivo che mi avrebbe potuto chiudere a future specializzazioni, delle quali non ero a conoscenza finite le scuole superiori.

 

intervista a Cristina Piotto, laureata in Ingegneria industriale e attualmente iscritta alla magistrale in Ingegneria meccatronica dell’Università di Trento. Proviene da Rosà, in provincia di Vicenza.

Cristina, cosa ti ha attratto verso gli studi ingegneristici?
Sono sempre stata attratta da come vengono usati macchinari enormi e lunghi processi di lavorazione, per produrre anche piccoli oggetti. Da qui l’idea di iscrivermi ad Ingegneria industriale, che concilia lo studio dei materiali con quello della meccanica.

Quali consigli daresti ad un nuovo studente per avere successo negli studi?
Il passaggio dalla scuola superiore all’università comporta una maggiore responsabilità verso se stessi. Il mio consiglio è quello di essere curiosi di ciò che si studia e metterci il massimo dell’impegno anche negli esami che possono sembrare meno interessanti. Inoltre non bisogna mai abbattersi se si incontreranno delle difficoltà e chiedere aiuto a professori o tutor.

Come valuti l’ambiente e i servizi allo studio del tuo corso di studi?
La sede è presso il Polo Ferrari (Povo) dove mensa, aule, laboratori e biblioteca sono in un’unica struttura. L’ambiente è stimolante e frequentato da studenti, ricercatori e professori, non solo italiani. L’inglese da anni viaggia a braccetto con l’ingegneria e la scienza.

Ritieni che studiare ingegneria dia buone possibilità di accesso al mondo del lavoro nonostante la crisi attuale?
Credo che ingegneria dia ampie prospettive di lavoro: una laurea non fa di te una persona specializzata in un unico settore, ma dà il metodo per lavorare in molteplici campi ingegneristici. Un ingegnere dei materiali può occuparsi di materiali per costruzioni, per l’area biomedica e per molti altri settori.