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Ingegneria Edile-Architettura

Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica

Si tratta di un corso di laurea magistrale a ciclo unico della durata di 5 anni, nato dall’esigenza di uniformare le conoscenze e la preparazione dell’architetto italiano con la formazione che ricevono i suoi colleghi europei. Lo scopo è quindi quello di integrare gli strumenti operativi necessari all’ideazione dell’opera con quelli necessari per la sua esecuzione, le conoscenze tipiche dell’architettura e dell’urbanistica con quelle tecnico-ingegneristiche.

I nostri studenti

Elisa Fratton

intervista a Elisa Fratton, iscritta al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Ingegneria edile/architettura dell’Università di Trento. Viene da Trento. 

Chi si laurea in questo corso è un ingegnere o un architetto?
Punti di vista. Dagli ingegneri civili siamo considerati architetti, dagli architetti siamo considerati ingegneri. La verità è che le due discipline sono sempre integrate (un bravo architetto sa qualcosa di ingegneria, e viceversa) e alla fine possiamo essere entrambi: possiamo specializzarci in ambito ingegneristico se ci interessa l'ingegneria, possiamo diventare architetti se ci interessa l'architettura, perchè abbiamo le conoscenze di base per farlo. Nella pratica restiamo comunque una figura ibrida che trova un modello nella figura europea dell’architetto (diversa da quella italiana), dove competenze tecniche e di progetto architettonico sono richieste simultaneamente. Nel nostro caso, il fatto di essere sotto un dipartimento di ingegneria dà al corso un'impronta tutto sommato più ingegneristica, ma il piano di studi è ben bilanciato e predisposto in modo da avere circa metà corsi di stampo architettonico e metà a carattere ingegneristico. A vostra discrezione se definirvi poi architetti o ingegneri.

E’ difficile affrontare un corso quinquennale?
Diciamo che ha dei vantaggi e degli svantaggi: una serie di vantaggi sono il fatto che si ha una preparazione omogenea, gli insegnamenti seguono un filo logico e diventano gradualmente più complessi e articolati, si conosce il metodo di lavoro e si conoscono i professori.
Lo svantaggio è però non poter cambiare ambiente (ma si possono fare esperienze all'estero) e non poter interrompere gli studi prima dei cinque anni. Cinque anni sono lunghi e i ritmi sono piuttosto serrati, consiglio quindi una buona dose di motivazione e perseveranza per affrontare un corso di studi di questo tipo.

Quali sono le esperienze all’estero che si possono fare?
Ci sono molte opportunità di studiare all'estero (in Europa o nel resto del mondo) attraverso programmi come l'Erasmus o gli Accordi Bilaterali. Le mete poi dipendono dai contatti che l'Ateneo ha con le università straniere. A me è stata data la possibilità di andare prima in Spagna (presso una facoltà di Architettura) e poi in Germania (in una facoltà di Ingegneria). Credo sia un'occasione di crescita a livello professionale e personale da non lasciarsi scappare e incoraggio tutti a mettersi in gioco.

 

intervista a Michele Rossi, neolaureato del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Ingegneria edile/architettura dell’Università di Trento. Proviene da San Vito al Torre in provincia di Udine. 

Michele, tu sei friulano, cosa ti ha convinto a scegliere l’Università di Trento?
Quando decisi di proseguire gli studi all’università e di scegliere Ingegneria edile-architettura, il corso era attivato in una decina di atenei italiani. Ho scelto Trento in seguito alla visita del polo di Mesiano, che mi colpì per la qualità degli spazi e dei servizi, nonché per l’amena collocazione immersa nel verde.

Cosa ti è piaciuto del tuo corso di studi? Sei più attratto dagli aspetti ingegneristici o dall’architettura?
La particolarità del corso è il forte orientamento alla progettazione, che si affronta in tutte le sue parti: dalla concezione architettonica, all’ideale scelta tecnologica, fino alla corretta esecuzione. Io ho sempre avuto un debole per l’architettura, ma credo che un buon progettista non possa prescindere dal funzionamento tecnico-costruttivo degli edifici.

Come è il rapporto tra docenti e studenti?
Tutti i docenti sono disponibili ad ogni tipo di chiarimento, sia in aula, sia a ricevimento. Inoltre, durante le ore di laboratorio ogni docente o esercitatore segue un numero limitato di studenti, facilitando così la creazione di un rapporto piuttosto diretto tra studente e insegnante.

A che tipo di studente consiglieresti il tuo corso di studi?
Il corso è impegnativo e adatto ad uno studente determinato, ma credo che siano indispensabili anche una buona dose di curiosità e capacità relazionali, utili per affrontare il costante confronto con gli altri.