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Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio

Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica

Il corso di laurea fornisce strumenti per comprendere le molteplici interazioni tra uomo e ambiente (con particolare riferimento al ciclo dell’acqua e dei rifiuti) e soprattutto per concorrere all’uso sostenibile delle risorse naturali, alla difesa e prevenzione delle catastrofi naturali, alla gestione sostenibile degli insediamenti umani e alla valutazione del loro impatto sull’ambiente. Si può scegliere tra un curriculum metodologico (per chi intende poi proseguire con la laurea magistrale) e uno professionalizzante.

I nostri studenti

Clara Cassarà

intervista a Clara Cassarà. iscritta al corso di laurea in Ingegneria per l’ambiente e il territorio dell'Università di Trento. Viene da Palermo. 

Di cosa si occupa un ingegnere ambientale?
Con una battuta potrei dire che può dimensionare un acquedotto alla mattina e bloccare una frana al pomeriggio. La figura dell’ingegnere ambientale è estremamente malleabile: è un corso di laurea che permette di accedere agli ambiti più vari, dal settore energetico allo studio degli impatti del cambiamento climatico, dal settore geotecnico al trattamento delle acque e rifiuti.

Giudichi il tuo percorso di laurea difficile?
Se non si ha passione e voglia di fare qualunque cosa diventa difficile. Il mio è un percorso che storicamente è considerato “difficile”, ma se si hanno delle buone basi, si studia e ci si impegna è un percorso che dà tantissime soddisfazioni.

In che ambito professionale ti piacerebbe lavorare?
Mi piacerebbe lavorare nell’ambito della protezione civile e dissesto idrogeologico. Nel nostro Paese, molto spesso, si sentono notizie di alluvioni e frane che causano vittime che potrebbero essere evitate attraverso un’attenta pianificazione territoriale. Questo è uno dei principali motivi per cui ho scelto di studiare Ingegneria per l’ambiente e il territorio.

Molte studentesse spesso considerano i corsi di ingegneria un “affare da uomini”. Cosa vorresti dire loro?
Direi che ormai non è più così. All’interno del mio percorso, un terzo degli iscritti sono ragazze. L’ingegneria non è affatto un “affare da uomini”, anzi in alcuni ambiti le ragazze riescono anche meglio. In ogni caso, che sia un “affare da uomini” o no, se la passione e la voglia di diventare ingegnere è forte non bisogna assolutamente farsi frenare dai pregiudizi.

 

Giulia Calderiniintervista a Giulia Calderini. Giulia, originaria di Mantova, frequenta il terzo anno del corso di laurea in Ingegneria per l’ambiente e il territorio dell’Università di Trento. Ama viaggiare e, nel tempo libero, dedicarsi alla lettura.

Giulia, hai trovato difficoltà a scegliere il corso di laurea o la tua decisione era maturata durante le superiori?
Nel corso delle scuole superiori avevo maturato un interesse verso Ingegneria, inoltre, l’aver partecipato ad iniziative come gli Open Day dell’Università di Trento mi ha aiutata ulteriormente, soprattutto nella  scelta della sede universitaria.

Come giudichi la didattica all’Università di Trento? Hai trovato disponibilità da parte dei docenti?
Nell’Ateneo di Trento il rapporto numerico tra docente e studenti è molto favorevole. Le lezioni risultano utili ed educative e non ci sono problemi di sovraffollamento. I docenti si sono rivelati molto disponibili a rispondere alle nostre domande, ed è facile contattarli per ottenere chiarimenti sulle lezioni.

Hai scelto un settore, l’ingegneria, che molti considerano ostico. Cosa pensi serva per avere successo in questo tipo di studi?
Impegnarsi molto e studiare con costanza, una buona flessibilità e capacità organizzativa. Avere delle buone basi scientifiche e una spiccata dote intuitiva può certo aiutare.

La ricerca ingegneristica a Trento è molto attiva. Che peso ha secondo te la ricerca nel tuo specifico indirizzo universitario?
L’ingegneria richiede un forte pragmatismo e penso che la ricerca serva fortemente per questo obiettivo. È essenziale sperimentare e simulare su una scala più piccola per valutare l’effetto reale di determinate scelte.