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Viticoltura ed Enologia

Il corso vuole formare i futuri enologi in un ambiente che dia loro l’opportunità di crescere e confrontarsi in un contesto di lunga tradizione e nel contempo aperto all’internazionalizzazione. Il Campus universitario di San Michele all’Adige, all’interno del parco della Fondazione Edmund Mach, è la sede ideale.

Il percorso costruisce, su conoscenze ampie e solide, degli approfondimenti spendibili efficacemente nel mondo del lavoro. Le aree disciplinari del corso riguardano la filiera vitivinicola, con particolare attenzione alla coltivazione sostenibile della vite, alla produzione di uva, alla sua trasformazione in vino, al controllo di qualità e alla gestione economica globale della filiera stessa.

Lo studente imparerà a riconoscere e gestire i fattori biotici (animali, vegetali, microrganismi) e abiotici (atmosfera, idrosfera, litosfera) dell’agro-ecosistema, e quelli connessi ai processi di trasformazione delle materie prime; imparerà anche a comprendere i vari contesti aziendali, gli aspetti economici propri del  settore vitivinicolo e in generale quelli del settore agro-alimentare.

Le attività pratiche che lo studente è tenuto a svolgere in laboratorio ed in campo forniscono allo studente competenze anche nel controllo qualità dei prodotti viticolo-enologici, nell’analisi di matrici biologiche, nella gestione e difesa delle coltivazioni viticole, nel monitoraggio dei processi di fermentazione e nella stabilizzazione e affinamento dei vini.

 

I nostri studenti

intervista a Alessando Bignardi, iscritto al corso di laurea in Viticoltura ed Enologia. Viene da Brescia.

Sei soddisfatto del percorso che hai scelto?

Lo sono senza dubbio. Con un diploma di Liceo Classico non era scontato trovarmi bene in un percorso di studi scientifico, ma ho avuto l’opportunità di acquisire le basi che mi mancavano e “lanciarmi” in un mondo che per me era tanto affascinante quanto ignoto. Mi sono trovato in un corso innovativo, moderno dal punto di vista di programmi e strutture e soprattutto estremamente dinamico. Lo studente è davvero protagonista e non un passivo assimilatore di concetti teorici. 

Bignardi

Quali sono le caratteristiche che ti piacciono di più?

Sicuramente una delle caratteristiche più interessanti è la collaborazione tra la Fondazione Mach e l’Ateneo: infatti non è raro incontrare ricercatori che da anni si occupano di viticoltura ed enologia che attraverso seminari o laboratori portano la loro esperienza pratica a noi studenti. Anche le numerosissime ore di laboratorio sono un grosso punto a favore, dato che permettono di applicare ciò che si è imparato durante le lezioni e metabolizzare meglio la teoria, acquisendo allo stesso tempo delle competenze essenziali in un corso di laurea professionalizzante. Altro punto fondamentale è la possibilità di studiare viticoltura ed enologia circondati dai vigneti e dalle cantine di San Michele all’Adige. 

Ci sono possibilità di svolgere tirocini durante il percorso di studi?

Il tirocinio è parte fondamentale del corso. Si svolge solitamente tra il secondo e il terzo anno e permette di scegliere liberamente una cantina (ma anche un qualsiasi ente che lavori nella filiera vitivinicola), così da valorizzare le attitudini e gli interessi personali di ogni studente. Contemporaneamente si ha l’occasione di acquisire competenze pratiche e cominciare ad inserirsi nel mondo lavorativo che aspetta il futuro enologo.

Com’è il rapporto tra studenti e insegnanti?  

È un rapporto piuttosto stretto. I professori sono sempre disponibili a chiarimenti e approfondimenti, inoltre sono abituati a dare molti stimoli e a spingere lo studente a crearsi un proprio spirito critico su temi innovativi e un interesse che vada oltre gli argomenti spiegati a lezione. I docenti sono inoltre sempre aperti ad aiutare e dare consigli in momenti delicati del percorso di studi come la scelta del tirocinio o la tesi.