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Gestione delle organizzazioni e del territorio

Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale

Il corso di laurea magistrale in Gestione delle organizzazioni e del territorio ha l’obiettivo di formare esperti in grado di: acquisire conoscenze e strumenti per operare nelle organizzazioni e per gestirle; operare nei processi territoriali e ambientali; gestire realtà territoriali e facilitare processi d’innovazione organizzativa e tecnologica; elaborare e attuare politiche di gestione e sviluppo delle organizzazioni, dei territori, dell’ambiente e d’innovazione sociale.

Il percorso formativo si caratterizza per il profilo interdisciplinare e prevede che sin dall’inizio si approfondiscano, sotto il profilo concettuale e metodologico, tanto la sociologia dei processi territoriali che dell’organizzazione, del lavoro, dell’economia e dell’innovazione.

 

I nostri studenti

Il corso dà gli strumenti per imparare a fare le domande giuste e cercare le risposte

Francesco Sartori
intervista a Francesca Fioreiscritta al II anno del corso di laurea magistrale in Gestione delle organizzazioni e del territorio. Viene da Faenza, in provincia di Ravenna.

Quali sono le peculiarità della tua laurea magistrale?

Questo percorso magistrale si caratterizza per fornire strumenti di lettura di contesti territoriali e organizzativi. In particolare si concentra sui meccanismi che ne regolano il funzionamento, esaminando sia fattori interni che esterni. Essendo sotto il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, ha come peculiarità quella di fornire competenze interdisciplinari in diversi ambiti, permettendo così di sviluppare conoscenze base per affrontare le situazioni più disparate. Per me il programma è stato molto importante perché è riuscito a fornirmi "una cassetta degli attrezzi" piena di strumenti per imparare a fare le domande giuste e cercare le risposte. Questo percorso di laurea, inoltre, allena a sviluppare competenze personali da spendere specialmente quando si richiede di sviluppare un progetto in team. I lavori di gruppo infatti sono molti e questo è possibile grazie a numeri piccoli, che permettono di lavorare in modo più mirato e focalizzato.

Cosa ti ha spinto a venire studiare a Trento da Ravenna?

Io mi sono trasferita subito dopo le superiori per la laurea triennale, sempre in questo dipartimento. Sono stata spinta dalla voglia di spostarmi da casa, cercando però un ateneo che potesse farmi crescere anche a livello accademico. Quando sono arrivata non è stato difficile adattarsi alla città, perché non è grandissima e offre molti servizi. Poi...beh, poi ho deciso di rimanere, quindi direi che non mi ha delusa in alcun modo!

In questo momento stai facendo un’esperienza di studio all'estero. Ce ne puoi parlare?

Si, attualmente sono in Svezia, a Malmo. Sono arrivata qui come studentessa erasmus per frequentare il primo semestre del master Leadership for Sustainability. È impegnativo, ma visto che sono molto interessata a questi temi ho deciso di rimanere per finirlo. Sono qui da più di 8 mesi, ormai. Questa è la mia seconda esperienza all'estero. La prima è stata con una borsa offerta nell'ambito degli accordi bilaterali, che mi ha permesso di stare un semestre in WestVirginia, Stati Uniti. Cambiare cultura, allontanarsi per un po' da tutto ciò che si conosce, "perdersi", conoscere tantissime persone provenienti da tutto il mondo e provare nuovi modi di studiare in altri paesi sono solo parte delle cose che ho amato in questi due scambi. Sono stata fortunata a vincere queste borse di studio e consiglierei a tutti di fare domanda. L'Ateneo offre tantissime opportunità per fare periodi all'estero, quindi non approfittarne sarebbe davvero un peccato.

Una volta finito il tuo percorso di studi cosa speri di fare?

A dire il vero io ho sempre cercato di tenermi piuttosto impegnata, anche durante gli studi: stage, internships, workshop, lavori "veri" e lavori volontari e chi più ne ha più ne metta. Per quando finirò non so dire se rimarrò nel campo della ricerca o se mi butterò in qualche altra avventura. Credo cercherò di rimanere nell'ambito della progettazione partecipata, possibilmente applicata a progetti di innovazione e innovazione sociale. Chissà!