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Ingegneria civile

Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica

L’ingegneria civile è una disciplina in forte evoluzione, dove conoscenze e metodologie tradizionali si integrano con tecniche innovative, con l’utilizzo di nuovi materiali e con l’irrinunciabile attenzione ai temi dell’impatto ambientale, della sostenibilità e del risparmio energetico. I professionisti coinvolti devono quindi avere competenze multidisciplinari e la capacità di collaborare all’interno di gruppi di lavoro.

L’ingegnere laureato magistrale in ingegneria civile presso l’Università degli Studi di Trento è una figura professionale in grado di rispondere a queste esigenze, capace di affrontare e risolvere problemi complessi e avanzati dell’ingegneria, nei settori:

  • della progettazione delle strutture in ambito civile e industriale
  • della riabilitazione strutturale e del recupero e conservazione degli edifici
  • della progettazione geotecnica e di opere infrastrutturali
  • della progettazione integrata dell’edificio, con particolare riguardo agli aspetti energetici, impiantistici e del benessere abitativo

Il percorso formativo, dopo una serie di attività in comune che in parte completano e approfondiscono quanto già appreso nel corso di laurea triennale, prevede un approfondimento delle conoscenze specifiche nei particolari settori citati, in modo da formare un laureato che sia capace di muoversi con competenza nei diversi settori dell’ingegneria civile e che sia in grado di operare, anche in contesti internazionali, ai più alti livelli nella libera professione, nel mondo industriale, nella pubblica amministrazione e in una scuola di dottorato di ricerca. Lo studente ha anche la possibilità di conseguire la Doppia Laurea con una delle dieci università (otto europee, una statunitense e una cinese) con cui è attivo un accordo specifico. È inoltre possibile trascorrere un periodo di studio all’estero attraverso i programmi di mobilità internazionale (Erasmus, GE4 e altri).

Il laureato magistrale, dopo aver sostenuto l’Esame di Stato, può iscriversi all’Ordine degli Ingegneri (sezione A dell’Albo). 
 

I nostri studenti

Affrontare problemi pratici partendo da solide conoscenze scientifiche

Stefano Dondio
intervista a Stefano Dondio Cagoliscritto al corso di laurea magistrale in Ingegneria civile dell’Università di Trento. 

Stefano, quali sono le caratteristiche principali del tuo corso di laurea magistrale?
Il corso di laurea magistrale ha come obiettivo lo sviluppo di competenze tecniche specifiche nell’ambito dell’ingegneria civile. Questo significa fornire le capacità di affrontare problemi pratici partendo dalla solida base di conoscenze scientifiche acquisite durante la laurea di primo livello. Lo studente sarà così in grado di elaborare ipotesi di partenza e su queste costruire e risolvere modelli più o meno complessi che permettono di ottenere dati quantificabili. Le verifiche su questi risultati permetteranno di comprendere se le ipotesi di partenza siano accettabili. Esempi di questo possono esse la progettazione di un acquedotto, un raccordo stradale, un edificio antisismico o un edificio industriale in acciaio. Con le competenze acquisite e tramite l’uso di software di calcolo o di semplici calcoli a mano si assicura che l’elemento progettato risponda a determinate caratteristiche e soddisfi i requisiti che gli competono.

Quali prospettive professionali pensi che offra questo corso?
Le prospettive di impiego sono molteplici e molto differenti fra loro. Molti possono immaginare l’ingegnere come una persona che fa molti calcoli per realizzare un progetto. In realtà la progettazione è solo un aspetto del processo costruttivo delle opere civili: queste vanno anche costruite, collaudate e mantenute funzionanti. Servono dunque figure professionali che sappiano gestire un cantiere, collaudare un’opera o eseguirne la manutenzione. Va inoltre ricordato che le opere civili non sono solo “le “case e i ponti”. Le opere di ingegneria civile comprendono le strutture degli edifici, le infrastrutture viarie, le opere geotecniche (relative al terreno) e la progettazione di impianti (elettrico, climatico, idrico). Le prospettive lavorative sono davvero molte, dal settore privato a quello pubblico, e questo permette di trovare un proprio ambito in cui realizzarsi appieno.

Come trovi il rapporto con i docenti nell’università di Trento?
Il rapporto con la docenza in generale è sempre stato molto positivo, salvo alcune eccezioni. I professori hanno il proprio ufficio nella sede del dipartimento e sono sempre rintracciabili e disponibili a ricevere gli studenti per chiarire dubbi e correggere i progetti. Più di una volta mi è capitato di ricevere la disponibilità ad un incontro lo stesso giorno in cui ho inoltrato la richiesta via mail. Le possibilità che apre questo tipo di ambiente sono molte: non è difficile che professori con cui si è stilata una tesi o con cui si è affrontato un tirocinio propongano lavori extracurricolari a contatto diretto con l’ambiente universitario o con aziende di loro conoscenza. A me, ad esempio, è capitato di poter lavorare per il professore con cui avevo redatto la tesi al termine dei primi tre anni di università e partecipare a una pubblicazione di livello minore ancor prima di aver terminato il percorso specialistico.

Tu sei anche un tutor specialistico. Puoi parlarci brevemente di quest’esperienza?
I tutor specialistici sono degli studenti di laurea magistrale che vengono selezionati dai docenti per aiutare gli studenti nel loro percorso accademico. Generalmente i corsi interessati sono quelli delle materie di base del primo anno, come analisi matematica, fisica, informatica, disegno. Ritengo sia per le matricole un'importante opportunità, in quanto permette loro di interfacciarsi con persone che non sono docenti e esercitatori, ma che fino a poco tempo fa erano nella loro stessa situazione. Il nostro compito è quindi fornire un aiuto concreto basandoci sulla nostra esperienza, come per esempio suggerire un particolare testo o qualche consiglio su come studiare la materia e prepararsi al meglio per l’esame, oltre che rispondere a dubbi su esercizi. Non di rado mi capita di incontrare miei ex-studenti che orgogliosi mi dicono che hanno passato l’esame su cui si svolgeva il tutorato e concordano su quanto questo tipo di iniziativa sia stata per loro utile durante lo studio.